La storia degli hackers in Italia dal 1984 ….
Avevo scritto questo testo su rischiesta di una facoltà italiana di sociologia.
Racconta il mio punto di vista sullo sviluppo che ha avuto il ‘concetto’ di hacker in Italia.
Il punto di vista è ancora ‘buono’ in quanto si riferisce sino al 2000.
Oggi la cosa è peggiorata in quanto il vero concetto si è perso nella ‘violenza sociale’ proiettata in rete tanto che spesso si leggono messaggi sui vari forum del tipo : ‘Quando mi acccorgerò se sono diventato un hacker ?’
Spesso fare l’hacker significa essere ‘cattivo’ e capace di fare danni e quindi di sottomettere i vari WEB.
Il problema è che l’hacker negli anni 80 non era una scelta ma un esigenza.
Telefoni analogici su cui si viaggiava a 300 bauds.
Informazioni presenti sui vari VAX delle università USA collegate su reti come TIMENET.
Unica modalità di collegamento il telefono a 200 lire al secondo o accessi di frodo alla rete X25 italiana chiamata ITAPAC.
Ora le informazioni non sono più dentro sistemi da bucare ma ce n’e’ talmente tante in INTERNET che 200000 vite non basterebbero per vederle tutte.
Per arrivare ai sistemi OUTDIAL e ai vari mainframe non si deve più telefonare in analogico a 300 bauds.
Per trasferire i files non si deve più riprogrammare ITAPAC per farla andare a misura di protocollo KERMIT.
Insomma …. Una volta nessuno voleva fare l’hacker per etichetta … anzi si sperava che nessuno lo sapesse che si hackerava una rete in quanto il controllo del telefono era il passo prima della galera.
Ora si arriva su siti WEB e si legge : Sito defecciato da XXXXXX.
Quasi quasi si mette anche il numero di telefono per farsi pubblicità al fine di arrivare sul proprio canale IRC e dire con gli amici : guarda che capolavoro che ho fatto !
E il problema è che stando a guardare i sito WEB e perdendo tenpo a fare l’hacker su questi non ci si accorge che i sistemi di attacco hanno cambiato direzione e stanno sfruttando le nuove tecnologie.
Intercettazione TEMPEST per vedere le immagini dei monitor dei computers sentendo le emanazioni elettromagnetiche emesse, grazie ad antenne e altri sistemi.
Jammers in grado di leggere le reti GSM e bloccarle.
Skimmers che ti fregano la carta di cerdito senza che te ne accorgi.
E spesso la tecnologia nella sua foga commerciale non si accorge neppure più che ciò che fa passare per ‘new security’ di fatto sono bombe buttate in mezzo alla società.
I sistemi che sfruttano le onde radio ne sono un esempio.
Come fa ad essere sicura una cosa che viene trasmessa alla gente ?
Ne è un esempio il sistema RFID.
Modificabile, con possibilità di farlo stare zitto creando portanti radio più forti, bruciabile con campi statici, azzittibile crazie a schermature fatte magari con carta stagnola.
E i sistemi WIRELESS ?
Ok. Criptato e quindi difficilmente comprensibile.
Ma se io compro un trasmettitore per TV casalinga a 2.4GHZ e attacco un lineare da 5W al costo di 30€ e lo metto in funzione su un albero vicino alla vostra ditta cosa capita ?
Che dovete chiamare ESCORADIO per fare una triangolazione e capire, se lo capite, da dove arriva la portante che ha bloccato tutta la vostra rete.
Insomma … l’ingegneria della sicurezza stà correndo talmente forte che i ‘nuovi hacker’ stando seduti su una panchina lavorano nelle tasche del pubblico.
Banche frodate tramite EXTENDER WIRELESS del mosue, tastiera e video.
Attaccati ai terminali delle casse durante le ore della ‘donna delle pulizie’ creavano ‘casse esterne’ dentro alle macchine posteggiate vicino alle banche.
E senza tanto lavoro …..
E’ ora che l’antihacker inizi a vedere il nuovo hacker e che non seguiti a correre dietro ai defecciatori di WEB.
Il mondo cambia … e dicono che è bello per questo. Sarà … ma avolte mi viene qualche dubbio !
Dimenticavo ….